SOLDIPUBBLICI.GOV.IT – PUT – . La nuova architettura della Trasparenza amministrativa: cosa cambia dopo la Delibera ANAC n. 481/2025
Autorità Nazionale Anticorruzione ha adottato la Delibera n. 481 del 3 dicembre 2025, con cui modifica e integra la precedente Delibera n. 495/2024, intervenendo su un tema centrale per tutte le Pubbliche Amministrazioni: gli schemi di pubblicazione previsti dal D.Lgs. 33/2013.
Il provvedimento non introduce nuovi obblighi di pubblicazione, ma raffina in modo significativo il “come” pubblicare, incidendo direttamente su qualità, standardizzazione, comprensibilità e interoperabilità dei dati pubblicati nelle sezioni di Amministrazione Trasparente
L’intervento di ANAC si colloca nel solco dell’art. 48 del D.Lgs. 33/2013, che affida all’Autorità il compito di definire schemi, modelli e istruzioni operative vincolanti per:
- organizzare i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria;
- garantirne qualità, aggiornamento e verificabilità;
- rendere effettivo il diritto di accesso civico, anche in chiave digitale.
La Delibera 481/2025 rappresenta il punto di arrivo di un percorso di confronto istituzionale con Conferenza Unificata, AGID, Garante Privacy e ISTAT, attivato a seguito delle criticità emerse nella prima fase applicativa degli schemi approvati nel 2024.
Art. 4-bis – Pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni
Viene aggiornato lo schema di pubblicazione relativo a pagamenti, tempi di pagamento e dati di natura contabile, con l’obiettivo di:
- migliorare la leggibilità delle informazioni;
- ridurre ambiguità interpretative;
- favorire confrontabilità e riuso dei dati.
Art. 31 – Controlli sull’amministrazione
Lo schema sui controlli interni ed esterni viene rivisto per chiarire:
- perimetro soggettivo degli obblighi;
- distinzione tra tipologie di controllo;
- modalità di esposizione coerenti con i processi reali delle PA.
Istruzioni operative (Allegato 4)
Elemento di particolare rilievo: ANAC accoglie le osservazioni di AGID e rafforza le istruzioni operative, rendendole uno strumento di governance digitale e non un semplice vademecum redazionale.
Un punto spesso sottovalutato, ma ribadito con forza dal provvedimento, è che gli schemi di pubblicazione non sono facoltativi.
Ai sensi dell’art. 48, comma 5, del D.Lgs. 33/2013:
le amministrazioni sono tenute a conformarsi agli schemi nell’adempimento degli obblighi di pubblicazione.
Questo significa che:
- pubblicare “comunque” non è sufficiente;
- la non conformità allo schema può configurare un inadempimento sostanziale;
- gli schemi diventano parametro di valutazione anche in sede di vigilanza ANAC.
Implicazioni operative per le Pubbliche Amministrazioni
Per le PPAA, la Delibera 481/2025 impone alcune riflessioni immediate:
- Revisione delle sezioni AT: non solo aggiornamento dei contenuti, ma riallineamento strutturale alle nuove versioni degli schemi.
- Integrazione con i sistemi informativi: gli schemi spingono verso dati nativi, strutturati e interoperabili, non meri PDF.
- Coinvolgimento trasversale: trasparenza, contabilità, controlli, ICT e anticorruzione non possono più operare a silos.
- Gestione del periodo transitorio: resta confermato il termine di 12 mesi decorrenti dal 21 gennaio 2025 per l’adeguamento delle sezioni interessate.
La Delibera 481/2025 conferma una tendenza ormai chiara:
la trasparenza amministrativa non è più un adempimento documentale, ma una infrastruttura informativa che deve dialogare con:
- digitalizzazione dei processi;
- qualità del dato pubblico;
- accountability e controllo diffuso;
- accessibilità e riuso.
In questo senso, gli schemi ANAC diventano uno snodo di governance, a metà strada tra diritto amministrativo, organizzazione e trasformazione digitale.
FOCUS ALL.1
Di seguito trovi una riscrittura dello studio sull’Allegato 1 (art. 4-bis) con un taglio più sistemico, un richiamo esplicito a soldipubblici.gov.it, un forte accento sull’integrazione tra sistemi e una tassonomia resa più chiara, esplicita e operativa per le Pubbliche Amministrazioni.
Allegato 3 – Art. 31 D.Lgs. 33/2013
Pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni tra tassonomia, interoperabilità e open data
L’Allegato 1, come riformulato dalla Delibera ANAC n. 481/2025, rappresenta uno dei passaggi più maturi del processo di evoluzione della trasparenza amministrativa da adempimento formale a infrastruttura informativa pubblica .
Il fulcro dell’intervento non è l’ampliamento dei contenuti da pubblicare, bensì la definizione rigorosa di una tassonomia dei dati di pagamento, coerente con le piattaforme nazionali già esistenti e, in particolare, con l’ecosistema informativo che alimenta soldipubblici.gov.it.
1. Il collegamento strutturale con soldipubblici.gov.it
Il portale soldipubblici.gov.it non è un sito “di comunicazione”, ma il front-end pubblico di una filiera di dati contabili ufficiali, alimentata da:
- sistemi di contabilità degli enti;
- SIOPE+;
- Piattaforma dei Crediti Commerciali (PCC);
- flussi di fatturazione elettronica.
La tassonomia dell’Allegato 1 è costruita per essere semanticamente compatibile con tali flussi.
Questo implica un principio chiave:
la sezione “Pagamenti dell’amministrazione” di Amministrazione Trasparente
non è un canale parallelo, ma una vista pubblica coerente degli stessi dati che alimentano soldipubblici.gov.it.
Ne discende che:
- la discrezionalità redazionale dell’ente è drasticamente ridotta;
- le difformità tra sito istituzionale e portali nazionali diventano indicatori di anomalia;
- la qualità del dato assume rilievo giuridico e organizzativo.
2. Tassonomia come ponte tra trasparenza e sistemi contabili
L’Allegato 1 rende evidente che la tassonomia:
- non nasce per il sito web;
- nasce per l’integrazione tra sistemi.
Il messaggio regolatorio è chiaro:
la trasparenza sui pagamenti deve essere nativamente interoperabile, non ricostruita ex post.
3. La tassonomia dei pagamenti: struttura esplicita
Di seguito una ricostruzione tassonomica chiara e operativa, coerente con lo schema ANAC e con l’ecosistema soldipubblici.gov.it.
Livello 1 – Dominio informativo
Pagamenti dell’amministrazione
Dominio unico, obbligatorio, non duplicabile in altre sezioni del sito.
Livello 2 – Ambiti informativi (macro-oggetti)
| Codice | Ambito | Funzione |
|---|---|---|
| P.1 | Dati aggregati sui pagamenti | Restituire il volume complessivo dei pagamenti |
| P.2 | Tempi di pagamento | Misurare la tempestività |
| P.3 | Indicatori di ritardo | Evidenziare criticità sistemiche |
| P.4 | Periodicità e aggiornamento | Garantire confrontabilità temporale |
Livello 3 – Oggetti informativi standardizzati
Questi oggetti non sono modificabili nella denominazione né nel significato.
| Oggetto tassonomico | Descrizione semantica | Coerenza con soldipubblici |
|---|---|---|
| Ammontare complessivo dei pagamenti | Totale dei pagamenti effettuati nel periodo | Sì – dato SIOPE/PCC |
| Numero delle transazioni | Conteggio dei pagamenti | Sì |
| Indicatore di tempestività | Media ponderata dei tempi di pagamento | Sì |
| Tempo medio di pagamento | Giorni intercorrenti tra scadenza e pagamento | Sì |
| Periodo di riferimento | Mese / trimestre / anno | Sì |
Qui la tassonomia blocca interpretazioni creative:
non sono ammessi report descrittivi o tabelle “personalizzate”.
Livello 4 – Attributi obbligatori del dato
Ogni oggetto informativo deve essere accompagnato da metadati minimi:
| Attributo | Funzione |
|---|---|
| Periodicità | Garantire aggiornamento regolare |
| Formato aperto | Consentire riuso e analisi |
| Fonte del dato | Tracciabilità verso sistemi contabili |
| Coerenza temporale | Allineamento con PCC/SIOPE+ |
| Data di aggiornamento | Verificabilità |
Questo livello è decisivo:
senza metadati, il dato non è considerabile conforme, anche se pubblicato.
4. Integrazione tra sistemi: l’obiettivo reale dell’Allegato 1
L’Allegato 1, letto in chiave sistemica, persegue tre integrazioni fondamentali:
- Integrazione verticale
Contabilità → flussi nazionali → portali pubblici → Amministrazione Trasparente. - Integrazione semantica
Stesse definizioni, stessi periodi, stessi indicatori. - Integrazione organizzativa
Uffici finanziari, RTD, RPCT e comunicazione non possono operare separatamente.
In questa prospettiva, la tassonomia diventa linguaggio comune tra uffici e sistemi.
5. Effetti pratici per le Pubbliche Amministrazioni
Per le PA, la riscrittura dello schema implica che:
- la sezione “Pagamenti” non può essere compilata manualmente;
- i PDF riassuntivi diventano residuali o inadeguati;
- eventuali scostamenti rispetto ai dati di soldipubblici.gov.it sono potenziali criticità di governance;
- la trasparenza finanziaria entra a pieno titolo nel perimetro della trasformazione digitale.
Allegato 3 – Art. 31 D.Lgs. 33/2013
Perfetto. Passiamo all’Allegato 3 – Schema di pubblicazione ex art. 31 D.Lgs. 33/2013, mantenendo lo stesso impianto metodologico usato per l’Allegato 1, ma adattato a un ambito diverso: i controlli sull’amministrazione.
L’analisi è pensata per PPAA, RPCT, OIV, Segretari generali, RTD ed è fortemente centrata sulla tassonomia, perché è proprio su questo allegato che ANAC interviene per correggere ambiguità storiche.
Allegato 3 – Art. 31 D.Lgs. 33/2013
I controlli sull’amministrazione come sistema informativo strutturato
L’Allegato 3, come modificato dalla Delibera ANAC n. 481/2025, ridefinisce in modo sostanziale lo schema di pubblicazione dei controlli interni ed esterni, superando una visione puramente documentale e introducendo una tassonomia dei controlli coerente con:
- i modelli di governance amministrativa;
- i sistemi di controllo interno;
- la logica dei processi e non degli uffici.
Il riferimento normativo resta l’art. 31 del D.Lgs. 33/2013, ma la lettura corretta dell’allegato è sistemica, non meramente redazionale .
1. Il problema che l’Allegato 3 intende risolvere
Storicamente, la sezione “Controlli sull’amministrazione” è stata una delle più eterogenee e fragili di Amministrazione Trasparente, caratterizzata da:
- elenchi disordinati di verbali e relazioni;
- duplicazioni con altre sezioni (OIV, Bilanci, Performance);
- pubblicazioni prive di contesto e di criteri omogenei;
- confusione tra organo di controllo, attività di controllo e atto di controllo.
L’Allegato 3 interviene per ricondurre ordine attraverso una tassonomia vincolante.
2. La tassonomia dei controlli: impianto generale
Come per l’Allegato 1, anche qui la tassonomia è stratificata e obbligatoria.
Livello 1 – Dominio informativo
Controlli sull’amministrazione
Dominio unico, non duplicabile in altre sottosezioni (es. “Performance”, “Bilanci”, “Prevenzione corruzione”).
Livello 2 – Macro-tipologie di controllo (cuore della tassonomia)
L’Allegato 3 distingue i controlli per natura e funzione, non per soggetto che li esercita.
| Codice | Tipologia di controllo | Finalità |
|---|---|---|
| C.1 | Controlli interni | Miglioramento dell’azione amministrativa |
| C.2 | Controlli esterni | Garanzia di legalità e correttezza |
| C.3 | Controlli di regolarità e gestione | Verifica di legittimità e buon andamento |
Questa distinzione è tassonomica, non opzionale.
Livello 3 – Oggetti informativi standardizzati
Ogni tipologia di controllo è rappresentata da oggetti informativi, non da semplici documenti.
Esempi concettuali coerenti con lo schema:
| Oggetto informativo | Significato tassonomico |
|---|---|
| Tipologia di controllo | Interno / Esterno |
| Soggetto che esercita il controllo | Organo / Autorità |
| Ambito del controllo | Contabile, amministrativo, gestionale |
| Periodo di riferimento | Annuale / pluriennale |
| Esito del controllo | Regolare / rilievi / prescrizioni |
| Atto conclusivo | Relazione, verbale, referto |
Qui avviene il cambio di paradigma:
non si pubblica “un PDF”, si pubblica un’informazione strutturata che può avere allegati.
Livello 4 – Metadati obbligatori
Ogni controllo pubblicato deve essere accompagnato da:
- periodo di riferimento;
- data di conclusione;
- soggetto controllore;
- ambito oggettivo;
- collegamento all’atto (se previsto).
Senza questi metadati, la pubblicazione è formalmente presente ma sostanzialmente non conforme.
3. Controlli interni: tassonomia chiarificatrice
L’Allegato 3 chiarisce che rientrano nei controlli interni, a titolo esemplificativo:
- controllo di regolarità amministrativa e contabile;
- controllo di gestione;
- controllo strategico;
- valutazione della performance (OIV).
La tassonomia:
- non chiede di duplicare documenti già pubblicati altrove;
- chiede di rappresentare il controllo come processo, indicando dove trovare gli atti.
4. Controlli esterni: ordine e perimetro
Rientrano nei controlli esterni:
- Corte dei conti;
- MEF;
- Autorità indipendenti;
- altri organismi di vigilanza.
Elemento centrale della tassonomia:
👉 si pubblicano solo i controlli che riguardano l’amministrazione, non l’attività ordinaria dell’organo controllore.
5. Il messaggio regolatorio dell’Allegato 3
L’Allegato 3 afferma implicitamente che:
la trasparenza sui controlli non serve a “esporre documenti”,
ma a rendere leggibile come e quanto l’amministrazione è controllata.
Questo consente:
- accountability verso i cittadini;
- tracciabilità dei rilievi;
- collegamento con prevenzione della corruzione e performance.
6. Connessioni sistemiche (PCT, PIAO, controlli interni)
La tassonomia dell’Allegato 3 è progettata per dialogare con:
- PTPCT / sezione anticorruzione del PIAO;
- sistema dei controlli interni;
- ciclo della performance;
- attività dell’OIV.
Non è una sezione “a sé”, ma un nodo informativo centrale.
Perfetto. Ci soffermiamo ora sull’ultimo allegato, cioè l’Allegato 4 – Istruzioni operative, che è il vero “ponte” tra norma, tassonomia e organizzazione interna.
A differenza degli Allegati 1 e 3, questo documento non introduce nuovi oggetti di pubblicazione, ma definisce il metamodello di funzionamento della trasparenza, rendendo esplicito come le PA devono governare i dati pubblicati.
L’analisi che segue è strutturale e tassonomica, non descrittiva, ed è pensata per RPCT, RTD, Segretari generali, OIV.
Allegato 4 – Istruzioni operative
La trasparenza come processo governato (non come adempimento)
L’Allegato 4, come modificato dalla Delibera n. 481/2025 di Autorità Nazionale Anticorruzione, attua in modo pieno l’art. 48, comma 4, lett. b) del D.Lgs. 33/2013, specificando cinque dimensioni tassonomiche trasversali che valgono per tutte le sezioni di Amministrazione Trasparente .
Queste dimensioni non sono opzionali:
sono requisiti strutturali del sistema di trasparenza.
1. Prima dimensione tassonomica: i requisiti di qualità del dato
L’Allegato 4 definisce una tassonomia della qualità, composta da 11 attributi obbligatori, che qualificano ogni dato pubblicato.
Tassonomia dei requisiti di qualità
| Codice | Requisito | Funzione tassonomica |
|---|---|---|
| Q1 | Integrità | Il dato rappresenta il fenomeno senza omissioni |
| Q2 | Completezza | Copre tutti gli uffici e le strutture |
| Q3 | Tempestività | Pubblicazione immediata all’adozione |
| Q4 | Aggiornamento | Coerenza con lo stato del procedimento |
| Q5 | Semplicità di consultazione | Architettura informativa chiara |
| Q6 | Comprensibilità | Linguaggio intellegibile |
| Q7 | Omogeneità | Coerenza con altri dati dell’ente |
| Q8 | Accessibilità e riutilizzabilità | Formato aperto (CAD) |
| Q9 | Conformità all’originale | Assenza di alterazioni |
| Q10 | Indicazione della provenienza | Tracciabilità della fonte |
| Q11 | Riservatezza | Protezione dati personali |
👉 Chiave interpretativa
Questa non è una checklist “editoriale”: è una tassonomia di validità del dato.
Un dato che non soddisfa questi requisiti non è giuridicamente “buon dato”, anche se pubblicato.
2. Seconda dimensione tassonomica: la validazione
L’Allegato 4 introduce una tassonomia del ciclo di vita del dato, distinguendo chiaramente:
- produzione
- validazione
- pubblicazione
Tassonomia della validazione
| Elemento | Qualificazione |
|---|---|
| Natura | Processo obbligatorio e preventivo |
| Finalità | Garantire qualità, attendibilità, conformità |
| Soggetto validatore | Dirigente/Responsabile competente sul dato |
| Esito possibile A | Dato pubblicabile (conformità piena) |
| Esito possibile B | Pubblicazione provvisoria (difformità lievi) |
| Esito possibile C | Non pubblicabile (difformità gravi) |
| Flusso di segnalazione | Validatore → RPCT |
👉 Novità sostanziale
La pubblicazione non è automatica: senza validazione, il dato non dovrebbe essere pubblicato.
3. Terza dimensione tassonomica: i controlli (anche sostitutivi)
Qui l’Allegato 4 si innesta direttamente sull’Allegato 3, ma aggiunge una tassonomia del controllo sulla trasparenza.
Tassonomia dei livelli di controllo
| Livello | Soggetto | Funzione |
|---|---|---|
| L1 | Responsabili / referenti | Autovalutazione |
| L2 | RPCT | Monitoraggio coordinato |
| L3 | OIV (o analogo) | Attestazione e qualità |
| L4 | Organo di indirizzo | Intervento correttivo |
| L5 | ANAC | Vigilanza esterna |
Il controllo:
- deve essere programmato (PTPCT / PIAO);
- deve essere periodico;
- deve riguardare anche la qualità, non solo la presenza del dato.
4. Quarta dimensione tassonomica: i meccanismi di garanzia e correzione
Qui ANAC costruisce una vera e propria tassonomia dell’intervento correttivo, attivabile anche su istanza di chiunque.
Tassonomia dei meccanismi di garanzia
| Ordine | Soggetto | Azione |
|---|---|---|
| 1 | RPCT | Richiesta di adeguamento |
| 2 | OIV | Segnalazione / supporto |
| 3 | Organo di indirizzo | Atto correttivo |
| 4 | ANAC | Vigilanza e sanzione |
Strumenti chiave:
- procedura interna di correzione;
- modulistica dedicata;
- accesso civico semplice come meccanismo strutturale di garanzia.
5. Quinta dimensione tassonomica: le competenze professionali
L’Allegato 4 chiude con una tassonomia delle competenze, spesso ignorata ma giuridicamente rilevante.
Tassonomia delle competenze
| Ambito | Contenuto |
|---|---|
| Tecnico | Dati, formati, open data |
| Giuridico | Trasparenza, privacy |
| Organizzativo | Flussi, responsabilità |
| Digitale | CMS, interoperabilità |
| Formativo | Aggiornamento continuo |
La trasparenza è quindi qualificata come:
processo specialistico, non attività residuale.
Una delle domande che cittadini, imprese e organi di controllo pongono più spesso alla Pubblica Amministrazione è apparentemente banale:
come vengono spesi i soldi pubblici?
Per molto tempo la risposta è stata frammentata: documenti diversi, numeri difficili da confrontare, informazioni sparse tra bilanci, determine e tabelle poco leggibili.
Il portale soldipubblici.gov.it nasce proprio per superare questa frammentazione e offrire una visione chiara, unitaria e accessibile della spesa pubblica.
Non un sito informativo, ma una “finestra” sui dati ufficiali
soldipubblici.gov.it non è un sito costruito per raccontare storie o pubblicare comunicati.
È, piuttosto, una finestra pubblica che permette di vedere, in modo semplice, i dati ufficiali dei pagamenti effettuati dalle amministrazioni.
I numeri che compaiono sul portale non sono inseriti manualmente e non sono frutto di elaborazioni discrezionali: provengono dai sistemi contabili degli enti, transitano attraverso piattaforme nazionali e vengono poi resi visibili al pubblico.
Questo rende il portale una fonte affidabile e neutra, perché non “interpreta” la spesa, ma la mostra.
Perché è importante per le amministrazioni
Per una Pubblica Amministrazione, soldipubblici.gov.it ha un valore che va oltre la comunicazione esterna.
Il portale:
- consente di verificare come l’ente appare all’esterno sotto il profilo della spesa;
- permette confronti nel tempo e con altre amministrazioni simili;
- diventa un punto di riferimento oggettivo in caso di richieste di chiarimento, accessi civici o controlli.
In altre parole, ciò che è visibile su soldipubblici è ciò che “parla” dell’ente verso l’esterno in materia di pagamenti.
Il legame con “Amministrazione Trasparente”
Negli ultimi anni, anche grazie agli interventi di ANAC, si è rafforzata l’idea che la sezione Amministrazione Trasparentenon possa raccontare una storia diversa da quella che emerge dai dati nazionali.
La sezione “Pagamenti dell’amministrazione” del sito istituzionale dovrebbe quindi essere:
- coerente con i dati presenti su soldipubblici.gov.it;
- aggiornata sugli stessi periodi;
- comprensibile anche a chi non ha competenze contabili.
Questo non significa copiare i contenuti del portale nazionale, ma non contraddirli.
Quando i numeri coincidono, la trasparenza diventa credibile; quando divergono, sorgono dubbi e richieste di chiarimento.
Uno strumento utile anche per il controllo
soldipubblici.gov.it non serve solo ai cittadini.
È uno strumento prezioso anche per:
- responsabili della prevenzione della corruzione;
- organismi di valutazione;
- dirigenti e organi di indirizzo politico.
Offre infatti una base comune di osservazione, che consente di cogliere:
- eventuali ritardi nei pagamenti;
- concentrazioni anomale di spesa;
- andamenti che meritano attenzione o approfondimento.
In questo senso, il portale contribuisce a una trasparenza che aiuta a governare, non solo a “mostrare”.
Un cambio di prospettiva culturale
Il vero valore di soldipubblici.gov.it non è tecnologico, ma culturale.
Spinge le amministrazioni a considerare la spesa pubblica non come un dato interno, ma come un’informazione che appartiene alla collettività.
Rendere visibili i pagamenti in modo semplice e comparabile:
migliora la qualità del dialogo con cittadini e imprese.
rafforza la fiducia;
riduce il sospetto
Vi lascio gli allegato richiamati
IMPORTANTE NOTA OPERATIVA da inserire in PIAO PTPCT e MANUALE DI GESTIONE ed altri DOCUMENTI STRATEGICI.
Principi e best practices per la gestione, la validazione e la pubblicazione dei dati e dei documenti
L’Amministrazione riconosce la trasparenza quale elemento strutturale della propria governance e adotta un insieme coordinato di principi e best practices finalizzati a garantire la qualità, l’affidabilità e la piena fruibilità dei dati, delle informazioni e dei documenti soggetti a obblighi di pubblicazione. La pubblicazione è considerata parte integrante del ciclo di vita del dato e del documento amministrativo e, in quanto tale, è preceduta da una fase obbligatoria di validazione preventiva, intesa come processo strutturato di verifica della qualità e dell’attendibilità delle informazioni da rendere pubbliche. La validazione è finalizzata ad assicurare il rispetto dei requisiti di integrità, completezza, tempestività, aggiornamento, comprensibilità, omogeneità, conformità all’originale, tutela dei dati personali e predisposizione in formati aperti e riutilizzabili, nonché la corretta rappresentazione del contenuto informativo rispetto al procedimento di riferimento. A tal fine, l’Amministrazione individua in modo chiaro i soggetti responsabili della validazione, di norma interni agli uffici produttori del dato e dotati di adeguate competenze, assicurando la tracciabilità delle verifiche svolte e la distinzione tra dati validati, dati pubblicabili in via provvisoria e dati non pubblicabili. Sono altresì definiti ruoli e responsabilità per le fasi di elaborazione, trasmissione, pubblicazione e monitoraggio, garantendo il coordinamento complessivo da parte del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. L’Amministrazione prevede controlli periodici e documentati sull’attuazione degli obblighi di pubblicazione e sulla qualità dei dati pubblicati, integrati con i sistemi di controllo interno e con le attività di verifica svolte dagli organismi competenti, nonché meccanismi di garanzia e correzione attivabili anche su istanza di parte, al fine di assicurare il costante miglioramento delle informazioni rese disponibili. Tali principi e pratiche sono integrati in modo coerente e coordinato nel Manuale di gestione documentale, nel PIAO e nel PTPCT, così da rendere la trasparenza un processo organizzativo stabile e continuo, orientato all’accountability, alla prevenzione dei rischi e alla creazione di valore pubblico, in coerenza con gli indirizzi e le indicazioni di ANAC.
Raccordo tra Manuale di gestione documentale, PIAO e PTPCT
| Ambito | Manuale di gestione documentale | PIAO | PTPCT |
|---|---|---|---|
| Ciclo di vita del dato | Definizione delle fasi di formazione, gestione e conservazione del documento e dei metadati | Inquadramento organizzativo e processuale | Presidio dei rischi corruttivi connessi alla gestione del dato |
| Validazione | Verifica preventiva di conformità, completezza e integrità del documento | Standard organizzativo trasversale | Misura di prevenzione e controllo |
| Ruoli e responsabilità | Responsabili di procedimento e uffici produttori | Assetto organizzativo e coordinamento | Ruolo centrale del RPCT |
| Pubblicazione | Connessione tra documentazione e dati pubblicati | Obiettivi e indicatori di trasparenza | Obblighi di pubblicazione come misure di prevenzione |
| Controlli | Tracciabilità e verifiche documentali | Monitoraggio periodico | Attestazioni, verifiche e azioni correttive |
| Garanzia e correzione | Rettifica e aggiornamento documentale | Miglioramento continuo | Accesso civico e segnalazioni |
| Formazione | Competenze documentali | Sviluppo organizzativo | Rafforzamento competenze anticorruzione |
Vi lascio anche la lettera da personalizzare ed inviare a mezzo PEC ai vostri fornitori dell’applicativo AT.
Qui invece un tool per verificare la parte dei pagamenti in autonomia
https://www.civitasdigitale.it/civitas_art4bis_allegato1_allinone.html










